Un racconto scolpito nel tempo
Dal 1907
la famiglia Remuzzi trasforma la pietra in linguaggio.
Dai palazzi storici di Venezia e Roma alle residenze di Londra e Saint-Tropez, la nostra storia è fatta di mani, materia e memoria.
Dal 1907
la famiglia Remuzzi trasforma la pietra in linguaggio.
Dai palazzi storici di Venezia e Roma alle residenze di Londra e Saint-Tropez, la nostra storia è fatta di mani, materia e memoria.


Bislapis è l’apice di un cammino che affonda le proprie radici nella storia della Famiglia Remuzzi, sul finire del XIX secolo.
Da una piccola bottega nel borgo di Santa Caterina, a Bergamo, prende forma un racconto scolpito nel marmo — un materiale eterno, capace di trattenere la memoria e di accogliere la trasformazione.
Come i gradini consunti di un palazzo antico, che portano impressa la traccia del tempo e del passaggio dell’uomo, anche questa storia vive dell’equilibrio tra permanenza e mutamento.
Dopo un apprendistato come tagliapietre nel traforo del San Gottardo, Camillo Remuzzi fonda nel 1907 la propria impresa.
Intorno a lui, una generazione di artigiani che considera la pietra non solo una materia, ma un interlocutore da ascoltare.
Ogni lastra è una pagina di racconto, ogni cesello un atto di fiducia tra la mano e la materia.
Nei primi decenni del Novecento, il legame con la città natale si traduce in opere che diventano parte del suo volto.
Tra queste, il completamento della facciata di Palazzo Nuovo, secondo i disegni originali dell’architetto Vincenzo Scamozzi (1548–1616): un gesto di continuità tra la tradizione rinascimentale e la sensibilità contemporanea di una famiglia che ha sempre vissuto la pietra come destino.

Con il secondo dopoguerra, la rinascita del Paese porta con sé una nuova stagione.
La sede di via Gusmini diventa una fucina di sapere e di mani esperte, dove la forza del gesto artigianale incontra i primi strumenti della modernità.
È in questo equilibrio che la famiglia Remuzzi forgia la propria identità: un’idea di bellezza che nasce dal silenzio dell’officina, dalla polvere sospesa nell’aria, dal rispetto assoluto per la materia e per il tempo che essa richiede.
Col trascorrere dei decenni, questo patrimonio di conoscenze varca i confini nazionali.
Le maestranze della famiglia portano il proprio sapere nei palazzi storici di Venezia, Roma e Milano, nelle residenze di Londra e Parigi, e nelle destinazioni simboliche del lusso internazionale come Saint Moritz, Gstaad, Courchevel, Saint-Tropez, Capri, Miami e Hong Kong.
Ogni progetto è un dialogo tra culture, architetture e sensibilità differenti, unite da un unico linguaggio: quello della pietra che prende forma dalle mani dell’uomo.
Nel corso di questo viaggio, la tradizione incontra le forme più alte del design e dell’arte contemporanea, dando vita a collaborazioni che riflettono la continuità di un sapere capace di attraversare i tempi.

